L’orfana dell’Europa

Oana Parvan

La Romania è un paese dall’anima duplice. Un’anima appartiene all’Oriente, coi suoi storici domini ottomani e sovietici, un’altra all’Occidente, alla Roma del suo Traiano e agli Hohenzollern (famiglia nobile austriaca alla guida della monarchia rumena). Questo destino oscillante è dovuto alla delicata posizione geografica del paese, collocato alle porte dell’Oriente, quindi permeabile a influenze politiche spesso in conflitto.

Ma nel popolo rumeno è stata sempre viva una tensione verso lo spazio immaginario dell’Occidente – inteso come spazio della modernità e della civiltà, in cui si sarebbe sempre voluto essere inclusi. L’Occidente ha agito sempre da ideale: politico e culturale. Si dice tuttoggi, nel linguaggio comune, per spiegare qualche difetto della società rumena, come la corruzione o la volgarità «Siamo degli orientali…». L’Oriente è inconsciamente fonte del male. Così è stato percepito lungamente anche dai politici rumeni, che mai hanno voluto fare i conti con i grandi poteri che si trovavano alle loro spalle, i poteri dell’Est. Leggi tutto “L’orfana dell’Europa”

Sorprendente BHL sulla politica della “guerra civile”

Francia. Nel momento in cui il presidente Sarkozy – messo in difficoltà da diversi scandali che toccano uomini del suo partito e del governo di destra – alimenta una campagna dai toni razzisti e bellicosi nei confronti degli stranieri e dei rom, considerati come una minaccia per la stabilità nazionale, Bernard-Henry Lévy, filosofo mediatico, inflazionato, e ultra-moderato, riesce comunque a scrivere su Le monde un articolo estremamente lucido e duro contro la politica presidenziale. Un articolo che difficilmente potremmo veder scaturire dalla penna dei moderati editorialisti del Corriere della sera.

Leggere per credere, dal sito di Le monde:

Les trois erreurs de Nicolas Sarkozy

Bernard-Henri Lévy

Le président de la République vient, à la faveur de la trêve estivale et de la torpeur qui va avec, de commettre, en huit jours, trois erreurs.

La première fut de convoquer, à l’Elysée, le 28 juillet, au lendemain des actes de délinquance graves dont Saint-Aignan (Loir-et-Cher) fut le théâtre, un “sommet” supposé “faire le point” sur “la situation des Roms et des gens du voyage”. Il n’est pas sûr, d’abord, que le palais de l’Elysée soit le bon endroit pour débattre de questions de délinquance.

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