Morte annunciata della scuola pubblica italiana

Giuseppe Caliceti

La scuola pubblica italiana, dopo tre anni di cura Gelmini-Tremonti, è più morta che viva. Ma ancora non basta. Dopo averla orribilmente sfigurata e assassinata, dopo averla rasa al suolo raggiungendo quel fondo che neppure il peggior ministro all’Istruzione democristiano aveva mai toccato, la nuova finanziaria si ripromette di iniziare addirittura a scavare tra le macerie per vedere se c’è ancora qualcosa da vendere – leggi: privatizzare, o da risparmiare – per esempio: si parla con sempre più insistenza di cacciare i bambini disabili, che sono «economicamente insostenibili» e perciò cacciati da ogni scuola privata, anche dalla scuola pubblica; o, in alternativa, di far pagare i docenti di sostegno che spettano loro per legge a sponsor (?) o, più semplicemente, ai loro genitori, almeno per quelli che possono, gli altri si arrangino. Leggi tutto “Morte annunciata della scuola pubblica italiana”

Irlanda

Nicholas Ciuferri

Spesso mi sono interrogato sul vago senso di superiorità che prova un abitante della città eterna, madre nevrotica da cui scappare. Sono approdato sulla West Coast irlandese per vedere il mondo con un’altra ottica.

L’Irlanda era una provincia dell’impero, la più vicina, e Galway al suo interno, la più lontana. Così ho assisto all’inesorabile caccia grossa alla tigre celtica col pensiero fisso sul fatto che i cicli per loro natura si chiudono. Però continuo a porre delle domande a questo popolo, (che va detto, mi ha accolto, aiutato a inserire, dato spazio, ruolo e possibilità) e a rimanere spiazzato dalle risposte. Leggi tutto “Irlanda”

La Gelmini non esiste

[Pubblichiamo qui la versione integrale dell’intervento di Pellini sull’università, apparso sul numero 3 in versione scorciata]

Pier Luigi Pellini

Che una riforma liberale possa riuscire benefica qualora sovverta le regole asfittiche di un sistema in parte ancora feudale, chiunque abbia del Marx meno deperibile una conoscenza anche rudimentale non faticherà a riconoscerlo. Nessuna pregiudiziale ostilità, dunque, nei confronti dei propositi ultra-liberisti (meritocrazia, concorrenza fra atenei, mercato delle eccellenze, tagli stipendiali ai chi non fa ricerca, prepensionamento dei baroni e perfino licenziamento dei fannulloni), ostentati dalla ministra Gelmini e dai suoi mentori pontificanti (dalle colonne del “Corriere” e del “Sole”, nonché di meno nobili fogli filogovernativi). Stupore, semmai: perché identici propositi accompagnavano, non più di quattro anni fa, le fanfare dell’ultima riforma che ha investito l’università italiana: quella targata Moratti – presidente del consiglio, allora come ora, Silvio Berlusconi. Anzi, dell’ultima Riforma: con la maiuscola. Perché non c’è parola più svuotata di senso, tradita e, diciamolo, sputtanata, nell’Italia dei gattopardi e degli ex-maoisti forzitalioti (ma sarebbe discorso lungo, che nella deriva semantica di un singolo termine potrebbe riassumere la sconfitta delle forze progressiste in Italia, dagli anni Ottanta a oggi). Leggi tutto “La Gelmini non esiste”