Con gli scrittori: intellettuali e precarietà oggi (a Siena)

404 File Not Found

“Dev’essere una specie di Macondo, Siena, se è così difficile da raggiungere: dunque qualcosa da meritarsi”: così ha scritto Giorgio Vasta, qualche giorno fa, in un’email organizzativa riguardo a treni e stazioni. È un commento che ci ha fatto sorridere, perché siamo abituati a pensare a Siena come ad un posto dove raramente succede qualcosa di molto interessante. Eppure, a questa città tutti i membri della redazione sono molto legati: anche solo per il fatto che, se non fosse stato per Siena, 404 File Not Found  sarebbe rimasto solo un noioso errore informatico.

Fra una decina di giorni, in questa città, si terrà una giornata di incontri dedicata al tema del precariato intellettuale: inteso sia in senso lavorativo, sia come categoria esistenziale. La organizziamo noi di 404 il 16 dicembre, con il titolo “Con gli scrittori: Intellettuali e precarietà oggi”. Non si tratta del primo evento ‘pubblico’ che ci capita di organizzare; ma è probabilmente il più importante fatto finora, e ci teniamo particolarmente. Originato inizialmente da pensieri estemporanei e discussioni da mensa universitaria, il progetto si è ingrandito: prima riflessione sulla letteratura contemporanea in Italia, da qui idea di proiettare un certo documentario, quindi invito ad un poeta e ad uno scrittore; fino a diventare “Con gli scrittori”. Leggi tutto “Con gli scrittori: intellettuali e precarietà oggi (a Siena)”

Abschied

[Questo articolo anticipa uno dei temi centrali del prossimo numero di “Alfabeta2”  in uscita questo mese, il tema del lavoro intellettuale nell’odierna società del terziario avanzato.]

Augusto Illuminati

Adieux au travail come il gorziano Adieux au prolétariat? Il premuroso affidamento implicito nel termine neolatino (adieu, adiós, addio, adeus) si trascina dietro un’aura di speranza spesso fuori luogo. Meglio si esprime la separazione nell’italiano commiato o congedo, che rimanda nel primo caso direttamente al latino commeatus, nel secondo passando per il provenzale comjatzconjatz e l’antico francese congiet (moderno congé) –licenza di lasciare un servizio per qualche tempo o per sempre. Alla radice sta il verbo meare, che significa andare e venire, passare, attraversare, condurre (cfr. anche migrare) –vedi meato, tra-mite, per-meabile. Del pari esente da consolazione è l’Ab-schied tedesco, separazione secca, al massimo ricomponibile in via dialettica. Leggi tutto “Abschied”

Precarietà a Wuhan

Simone Pieranni

Una canzone vecchia, con un vestito nuovo: un anno fa alcuni cinesi mi hanno invitato a tenere una lezione all’Università di giornalismo di Wuhan, su Indymedia, informazione e precarietà (roba da non dormirci la notte).

Dopo otto ore circa di treno, da Pechino si arriva a Wuhan, dove scorre lo Yangtze, immaginaria linea di confine tra Nord e Sud del paese. Appuntamento al McDonald così ci si trova, che al solito: le stazioni cinesi sono un inferno, uno dei modi per dire: quanti sono! Trovo M., il ragazzo cinese che mi ha invitato, prendiamo un autobus e ci stiamo per un’ora. Attraversiamo Wuhan o una parte di essa: Pechino al confronto sembra un salotto di un orologiaio svizzero. Wuhan è grande, ma ha la vita di un paese, almeno nelle aree non troppo pettinate: delirio, casino, gente per strada, negozietti, bancarelle, cibo ovunque. E’ la città cinese del punk e dell’Lsd, una garanzia. Arriviamo in uno spiazzo in mezzo al niente, dopo avere percorso la strada accanto al fiume: silenzioso e nero. Ci sono alcuni rumori, qualche cane e piccole luci. Leggi tutto “Precarietà a Wuhan”