Approfondimenti a: Le tendenze culturali dei giovani

Maria Pia Pozzato

Per dare un’idea al lettore dei profili tratteggiati dagli studenti di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna nell’autunno del 2009 a proposito dei propri consumi culturali, riporto i primi venticinque dei centoventi questionari. Ho messo sotto la stessa voce film e fiction perché spesso i ragazzi fruiscono di entrambi sul computer e quindi non percepiscono le serie come prodotto specificamente televisivo. Nelle schede originarie però la fiction si trova sotto la voce «televisione». Per il resto, i questionari sono del tutto anonimi, a parte ovviamente le caratteristiche individuali delle diverse scritture che in questa trascrizione si perdono. Ho cercato di trascrivere fedelmente, mantenendo anche le imprecisioni e le abbreviazioni. Non si sa se si tratti di profili di ragazzi o di ragazze; alcuni potrebbero essere di stranieri in Erasmus, come sembra probabile ad esempio per il profilo 18. Questa lista non pretende di rappresentare tutte le configurazioni che si sono presentate, ma solo di dare un’idea al lettore di alcuni dei «menu» culturali giovanili raccolti.

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Jannis Kounellis, galleria fotografica

Il primo numero di Alfabeta2 (luglio-agosto 2010) dedica lo spazio visivo e fotografico all’artista Jannis Kounellis (Pireo, 1936). Qui una selezione delle immagini pubblicate: fare clic su un’immagine per avviare le diapositive in grande formato):

Seconda interrogazione sul mezzo

Milli Graffi

Cerco di capire che cosa sia questa scrittura che invade il web e che è molto diversa da tutte le fome di scrittura conosciute finora. Una caratteristica predominante è la firma, anzi la mancanza della firma. Non ci sono più i cognomi, in linea di massima, e la firma si regge sull’uso di nomi propri molto comuni. Vien da pensare che più che scrittura siano pratiche che appartengono all’oralità. L’oralità esercita un fascino potente, perché ha le stigmate dell’autenticità, del pulsare in presa diretta con il senso/sentimento dei singoli, e inoltre facilita il rifiuto della razionalizzazione, degli obblighi burocratici delle grammatiche ecc, ecc. Gli  studi di Havelock e di Ong sull’oralità degli antichi, se mi ricordo bene, oltre a esaltare le qualità di un modus inventivo che è alla base di tutta la poesia occidentale, affermavano anche che l’oralità aveva un deciso carattere conservativo. Leggi tutto “Seconda interrogazione sul mezzo”