Carlo Antonio Borghi

Orgia. Festa sfrenata spesso a sfondo sessuale:orge carnevalesche; fare un’o.; darsi, abbandonarsi all’o.; notte di o.(Dizionario Hoepli).

2.
Orgia. Normalmente si tratta di una azione collettiva nel corso della quale corpi maschili e femminili mettono in atto molteplici congiunzioni e disgiunzioni, di durata variabile. I corpi passano di mano. È un quadro vivente di eccitazione permanente. L’orgia è una forma nascosta di performance e di Body Art. Nasce come happening, non si sa quando. Non si sa come, né dove. Forse la prima potrebbe risalire a un tempo immediatamente successivo a quello della Cacciata dei Progenitori dall’Eden.

3.
Baudrillard (o chi per lui) durante un’orgia disse ad una delle ragazze: “Cosa fai dopo l’orgia?!” Glie lo aveva detto all’orecchio. Lei gli aveva strizzato l’occhio e non solo. Dopo l’orgia andarono a prendere un caffè. Lui liscio, lei macchiato. L’amore disorienta. Il sesso riposiziona. Il caffè riconfigura. Estasi singolari o promiscue.

4.
Rivedo i Draghi Avvinghiati di la Qalah, acropoli della siriana Aleppo, martoriata dalle bombe lealiste. Siamo tutti draghi ogni volta che facciamo sesso in coppia, in trio, in quartetto, in quintetto da camera. Ritrovo Leopold Bloom nella strada dei bordelli di Dublino. Mabbot Street. Anche lì passava un tram da chiamare desiderio del poco e dell’assai. Tutto questo alla luce dei lampioni e dei lumi a gas. Sesso a gas e poi elettrico. Corpo a gas e poi elettrico.

5.
“Cosa fare dopo l’orgia?!” Sono passati almeno due decenni dalla domanda epocale di Baudrillard. Ne sono passati più del doppio da quando è cominciata l’orgia della modernità. Orgia della produzione e del consumo. Tutto è stato prodotto e riprodotto, consumato e riconsumato. Tutto è stato liberato: il corpo, il sesso, i costumi. Tutto è stato sperimentato e assaggiato. Tutti i piaceri sono stati esposti e catalogati. Tutti gli eccessi. Tutti i surplus. Tutte le combinazioni sono state messe a tavola e a letto, da quel dì. Le Porte della Percezione sono state aperte o divelte. Tutte le gambe sono state divaricate e condite. Tutti i fluidi corporali sono stati scambiati barattandoli alla pari o pagandoli un tot di denari. Tutti i frutti sono stati spremuti. Tutti gli schermi sono stati bucati, prima, durante e dopo Ultimo Tango. Tutte le Grandi Abbuffate sono state ingoiate, digerite ed evacuate anche a costo della vita. Volevamo tutto. Per un attimo è sembrato di averlo avuto. Finito tutto in un battito d’utopia.

6.
Dopo l’orgia, non ci resta altro da fare che ricominciare da capo. Al tempo di Piero Manzoni, non ci restava altro da fare che uscire dall’opera d’arte e metterci a vivere. Al resto ci pensa lo Specchio.

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