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Fabrizio Bajec

Ode alla mia lavatrice

È arrivata oggi.
L’ho scelta fra tante perché economica,
più bianca e rotonda delle altre tutte in riga;
volevo quasi abbracciarla la prima volta.
Ricorda un mondo passato,
fresca d’oltreoceano,
una città che si ripopola.
Ho letto il libro della sua vita in cucina,
le cose che può contenere e cambiare,
i sieri che le avrei versato dentro.
Poi ho chiamato Valentina e insieme
l’abbiamo osservata girare, seduti a terra,
come si guarda una cagna partorire.
Ci avevo posato sopra il mio telefono,
che ogni secondo faceva un centimetro avanti,
fino a trovare il vuoto.
Ci guardavamo, promettendo di farle ingoiare
l’intera casa con le tende.
Intorno il suo odore ci abituava
alla nuova presenza.
«Non voglio chiudere la porta »,
dicevo all’amica già in piedi,
«voglio sentirla ».

Treno d’estate

Tua figlia quattordicenne si è adesso
appisolata, occupando due posti a piedi nudi,
mani sul sesso, lucida-labbra,
perizoma stretto all’anca.
Scrivo questa poesia che non immagini,
(né tua moglie qui a destra)
come sterminare una famiglia per metterla in versi,
dove non sta, premendo su tutte le membra.
Sarete con me per sempre.
Tu, papà spagnolo, dille di non essere
tanto bella quando è aperta, dì a tua moglie
di non crescerla nell’invidia degli abbracci.
Ha la camicetta bianca e scoppiato in petto
un uccellino rosso, foglie d’acero che se lei
si svegliasse, spoglierebbero il bosco
annunciando l’inverno.

Mattino

Se il fegato duole, è il mondo che si spacca,
ma il fegato non fa male
e il mondo è perfetto.
Se il cuore sbatte nella sua gabbia, gli suggeriamo
delle assurdità, ma il cuore non scoppia,
e le voci soffocano presto.
Se i polmoni si restringono, è la vita
che fa un giro troppo rapido per la vista.
Ma i polmoni ingrassano
all
afflusso del sangue mondiale,
le munizioni si esauriscono,
segue una tregua di qualche ora.
Allora perché la ferita s
allarga?
Un morso di squalo sul fianco
ci mostra che un organo mal sopporta
il mondo perfetto di oggi.

Fabrizio Bajec, nato a Tunisi nel 1975, vive a Parigi, dove insegna francese come lingua straniera. Ha pubblicato Corpo nemico (in “Ottavo quaderno italiano di poesia contemporanea”, Marcos y Marcos, 2004), Gli ultimi (Transeuropa , 2008), e Entrare nel vuoto (Con-fine, 2011) di cui è uscita anche una versione francese e rielaborata col titolo Entrer dans le vide (Le Fram, 2012). È anche autore di teatro e traduttore dal francese e dall’inglese. I testi qui proposti sono apparsi per la prima volta nella silloge dal titolo Entrare nel vuoto edita in “Atti Impuri”, vol. 2.

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3 Risposte a Poesie

  1. Zina Borgini scrive:

    carine queste tre poesie

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