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E così il poeta contemporaneo (l’artista della parola) deve:

  • Crearsi l’immagine giusta, scegliere l’orientamento sessuale, l’appartenenza politica, la nazionalità, diversa da quella titolare.
  • Avere un proprio blog e una vasta rete di amici pronti a difenderti in caso di necessità o a stabilire la qualità dei tuoi versi per votazione diretta.
  • Essere in disaccordo con le attività del regime al potere, prendere parte ad azioni di protesta e ad altre esternazioni della volontà della minoranza.
  • Smuovere le acque nei limiti del decoro e dei modi generalmente condivisi.
  • Avere un PR o un agente, una fedele e non più giovane donna impegnata nei media.
  • Lavorare nei media, in casi estremi, in banca o in un’agenzia di assicurazioni.
  • Avere accesso, in Occidente, ai finanziamenti per la cultura; intrattenere buoni rapporti con gli enti ministeriali, con il governo di Mosca e le Province.
  • Essere in buoni rapporti con i redattori delle riviste letterarie ufficiali, diventarne ottimi amici o, se necessario, il loro fedele Rin Tin Tin.
  • Conoscere le lingue, collaborare con i traduttori: scrivere in modo semplice e traducibile non solo per i connazionali, ma anche per gli stranieri.
  • Fare amicizia con artisti, musicisti e con i curatori delle fiere internazionali dell’arte.
  • Prendere per reali le cose, dimenticare l’assoluto metafisico e in generale “non tirarsela” e “scrivere come si mangia”.
  • Vivere in modo agiato e morire, infine, sulla tazza del water.

Il Gulliver russo è categoricamente contrario a questa pratica, sebbene capisca che dopo la morte sul water di Elvis Presley, il re del rock ’n’ roll, la moda si è largamente diffusa. Il water (orinatoio) osannato dagli artisti del passato serve solo a consolidare nel poeta questa fede funesta […].

Ma perché morire sul cesso quando c’è sempre la possibilità di perire in battaglia o bruciati sul rogo? Potete calcolare le vostre mosse tutta una vita, ma la morte dovrà essere eroica. È l’unico modo rimasto per esprimervi con forza! Lasciate che vi si sotterri vivi, come Gogol’! Fuggite di casa da vecchi come Tolstoj! Gettatevi sotto un cavallo, sotto un treno! Annegate in un pozzo di petrolio! Scioglietevi nell’azoto liquido! Smarritevi sotto i ghiacci invernali senza riserva d’ossigeno nella bombola! Trovate una morte che il popolo tutto tremi. Altrimenti nessuno vi noterà! Tra i vivi si sta stretti, anche tra i morti. È efficace solo il momento di passaggio. Il momento della verità. Se vi dicono che tutti i Gulliver russi non ce l’hanno fatta e sono morti sul water, non credetegli! Sarà con ogni probabilità una calunnia. Ma se dovesse succedere, non seguite il nostro esempio, sceglietevi una morte intelligente! O meglio ancora non morite. Vivete eternamente!

Traduzione di Elisa Alicudi

Dal caos torbido degli anni Novanta, i lichie devjanostye (i duri, folli, sfrontati anni Novanta) ci si aspettava che la Russia ricominciasse a produrre pagine di invenzione e reinvenzione del mondo sfuggendo alle insidie portate dalle leggi di mercato dell’industria culturale. Quando ne è stata capace ha espresso la terribile verità del presente con mezzi visionari ed esplosivi. Uno dei recentissimi esempi è rappresentato dal collettivo letterario Gulliver russo. Gulliver russo nasce nel 2005 con la convinzione che la scrittura possa ancora essere uno strumento potente di intervento. A conferma di questa idea si affianca il lavoro editoriale: non una semplice casa editrice, ma una comunità di intellettuali che tentano di restituire forza alla letteratura, ridarle “l’energia, la capacità di aiutare e salvare”, in sintonia con la migliore esperienza del samizdat. Ed è presente anche una “mitopoiesi” che attinge alla filosofia del cosmismo russo, alle ambiziose idee di Fedorov sulla resurrezione dei morti e l’immortalità dei vivi, alla noosfera di Vernadskij, all’etnosfera di Gumilev, alle scoperte di Konstantin Ciolkovskij, pioniere dell’aeronautica e dell’astronautica, e all’eliobiologia di Aleksander Čiževskij, dunque un progetto profondamente russo. Il Sesto manifesto del Gulliver russo è apparso su “Atti Impuri”, vol. 3.

Nota a cura di Sparajurij

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2 Risposte a Sesto manifesto del Gulliver russo

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