Veronica Ronchi

«Dobbiamo inventare una nuova saggezza per una nuova epoca. Nel frattempo, se vogliamo veramente fare qualcosa di buono, dobbiamo apparire eterodossi, importuni, pericolosi, ribelli nei confronti di chi ci ha preceduto». All’insegna di questo spirito contenuto nelle parole del grande economista John Maynard Keynes si svolge al teatro OutOff di Milano (via Mac Mahon, 16) il 17 e il 18 giugno dalle ore 18.00 Lezioni di indisciplina, un evento che da 10 anni si propone con lo stesso obiettivo, quello di stimolare una riflessione diversa e avversa sulla contemporaneità attraverso l’avvicendarsi sul palco di artisti, economisti, scrittori, musicisti, esponenti del mondo accademico, storici dell’arte, filosofi e compositori.

L’incontro è multidisciplinare e mutante e propone dei temi che oggi è imprescindibile trattare perché la realtà possa avere una chiave interpretativa. La morte del denaro, la crucialità del gesto, l’assoluto bisogno d’arte di cultura, il silenzio dell’immagine divengono il centro, solo apparentemente costruito in forme diverse, di un simposio che fa dell’indisciplina la parte più nobile della riflessione. Indisciplina intesa qui come un percorso articolato e complesso frutto di una grande disciplina interiore. Ogni tema, ogni performance, ogni esibizione sono costruiti infatti con grande attenzione e mostrano, all’interlocutore attento, una visione ben meditata.

Lezioni di indisciplina ha anche l’obiettivo di intercettare il malessere dei tempi che stiamo vivendo, tempi di crisi che sembrano distruggere tutto invece di coltivare un cambiamento edificante di fronte alla sfida che ci attende dopo un’epoca di finanziarizzazione esasperata. Tutto sembra in uno stato di profonda agonia, all’economia del gesto si è sostituita una visione del denaro fine a se stesso che coltiva gli interessi di un’esigua minoranza di fronte una maggioranza che oggi vede sempre più ristrette le sue possibilità e le sue speranze.

L’indisciplina è azione, l’incanto di un gesto esemplare, interiore rivolta, contrario esatto della confusione che nasce da un’insoddisfazione irrisolta. L’indisciplina è veglia, attenzione, coraggio, non assuefazione al peggio, amore per una verità superiore, ansia di scovare l’errore. Per questo l’indisciplina è rigore, negazione di qualunque indulgenza per ciò che umanamente inaccettabile, protesta fondata su una proposta forte, rispetto per un destino di progresso materiale la cui radice non può che ritrovarsi una crescita spirituale. L’indisciplina costa, è faticosa, come la libertà più vera e viva, quella capace di offrirci la giustizia come raro frutto dell’innocenza collettiva.

Programma completo delle Lezioni

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