sparo

Lello Voce

Qua a Nord Est, nel cattolicissimo Nord Est leghista, di questi tempi accadono cose davvero singolari. Da non crederci. Proprio qua, dove fare obiezione di coscienza per molti ginecologi è punto d’onore, ecco che il Direttore Generale dell’USL 9 di Treviso quasi quasi sdogana l’eutanasia. Non per motivi etici o filosofici, sia ben chiaro, ma – come va di moda oggi – per ridurre la spesa dell’assistenza sanitaria. Insomma lo dice da ‘tecnico’.

Il Dottor Dario, riporta il virgolettato del Gazzettino, avrebbe dichiarato: «Con questa crisi tra pochi anni sarà difficile giustificare all’esterno, soprattutto a quelle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, che si possono spendere anche oltre 200 mila euro all’anno per pagare le cure di un solo paziente che magari ha davanti a se poche settimane di vita». Per poi proseguire: «La vita umana viene prima di tutto ma è anche imperativo categorico tagliare da subito la spesa per l’acquisto di medicinali e dispositivi. Magari convincendo anche le aziende farmaceutiche a riconsiderare i prezzi dei farmaci per i malati terminali sproporzionati al beneficio che possono dare a chi purtroppo ha pochi mesi di vita».

Insomma si tratta di un rapporto costi-benefici. Se è per l’economia nazionale, allora anche chi, magari seguendo la lettera del Vangelo, decide di strappare fin l’ultimo attimo di vita prima della fine dovrà farsene una ragione. Una scenario che mi ricorda il Diario della guerra al maiale di Bioy Casares, solo che, al posto degli anziani, stavolta ci sono i malati. Magari sarebbe meglio fare certi ragionamenti a proposito dell’ostinazione proibizionista nei confronti delle cosiddette droghe leggere, anche perché in quel caso non c’è certo in ballo una vita umana. Invece no, in quel caso ci sono principi sacri da rispettare.

Hai voglia a parlare dei diritti del malato a decidere da sé se proseguire a soffrire o meno. Questo fa scandalo e peccato, ma se invece si possono risparmiare alcune centinaia di migliaia di euro, allora il poveretto farà bene ad affrettarsi a dettare le sue ultime volontà e a togliere il disturbo. Ne godrà, peraltro anche il sistema pensionistico. Chi lo dirà, altrimenti, ai cassaintegrati e agli esodati che, per colpa del povero malato e dell’eccessiva larghezza di maniche dei suoi medici, loro son rimasti senza lavoro? Con che faccia guarderà negli occhi i senza lavoro, il Dottor Dario, visto che scialacqua i soldi pubblici, non in feste, festini, lauree albanesi e simili, che quelle van bene, ma nientedimeno per offrire qualche settimana di vita in più a questo, o quel contribuente, magari moroso con Equitalia? Là dove non può la libertà di pensiero, evidentemente, riesce la libertà di taglio.

Se c’è una ragione tecnica, se è la Ragione Economica a chiederlo, allora persino il Cristo farà bene a tacere e a stringere la cinghia (anche quella al collo di malati terminali che si ostinano, testardi, a non terminare nei tempi stabiliti e tecnicamente previsti dal documento di programmazione economica).

4 Risposte a Eutanasia? No Pluto-tanasia!

  1. graziella perego scrive:

    Si, infatti, ci sono sempre pesi e misure diverse ma soprattutto non è importante la persona umana e i suoi diritti ma i soldi, l’economia.

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