Franco Berardi Bifo

In un articolo di desolante provinciale conformismo pubblicato dal Corriere della sera il 29 febbraio (L’anticapitalismo all’italiana) Ernesto Galli Della Loggia se la prende con l’Italian Theory, e l’influenza che questa eserciterebbe sul mondo intellettuale americano (e non solo americano).

Sul Manifesto del 15 Marzo gli risponde Timothy Campbell. Non dovremmo parlare di Italian Theory, ma piuttosto di Italian Thought. Non esiste a rigore alcuna «teoria» italiana, e gli intellettuali americani (e non solo) sono ben lontani dall’accodarsi a una dogmatica interpretazione del mondo e della storia di cui Negri o Agamben sarebbero i sacerdoti.

Quello che accade – nell’editoria come nelle università di molti paesi meno oscurantisti del nostro – è una faccenda ben diversa. Mentre il pensiero viene unificato forzosamente e sottomesso manu militari alla verità eterna e indiscutibile del profitto della competizione e del pareggio di bilancio, nel paese di Mussolini e di Berlusconi qualcuno insiste cocciutamente nel voler pensare.

In un paese in cui la corruzione domina la politica, l’ignoranza domina l’accademia e il conformismo domina la comunicazione di massa, un gruppo piuttosto numeroso di donne e di uomini elabora analisi scientifiche, afferma principi etici ed esprime progetti politici che non si conformano alla superiore verità del Capitale. Questo è lo scandalo vero che a Della Loggia appare intollerabile.

6 Risposte a Pensiero italiano

  1. Federico ha detto:

    ma…tutto qui? Il signor Galli Della Loggia aveva criticato l’impostazione della “new italian theory” in tre punti principali (se ricordo bene), è mai possibile che il signor Berardi pretenda di liquidare tali critiche limitandosi a etichettarle come conformi “alla superiore verità del Capiale” ?

  2. nicoletta ha detto:

    Davvero: tutto qui? Miserrimo.

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