Pratiche di ordinaria resistenza

Mirko Alagna, Andrea Erizi

L’idea attorno a cui gravita il ragionamento proposto in questo contributo è che l’affanno scontato dalla politica, e più duramente da una politica di sinistra, sia la manifestazione più drammatica ed eclatante di un fenomeno che affonda altrove le sue radici più profonde: non nelle geometrie della politica, ma nella fisionomia della soggettività oggi disponibile o egemone. La causa prima delle difficoltà in cui sembra spiaggiata la critica e la trasformazione del reale, storicamente appaltata ai partiti di sinistra, è la metamorfosi subita dalla soggettività occidentale a ridosso dei cambiamenti che hanno investito gli ultimi decenni tanto su un piano materiale, quanto culturale – di immagine del mondo: da un lato, lo straordinario incremento della capacità di consumo, che carica di sacrifici e rinunce qualunque scelta alternativa all’inserimento individuale nell’esistente, dall’altro l’inabissarsi di ogni prospettiva di mutamento radicale delle forme di organizzazione della vita sociale come prodotto di tendenze storiche oggettive. Leggi tutto “Pratiche di ordinaria resistenza”

Ripensare le relazioni per un’emancipazione comune

Appunti per una teoria della soggettività

Dario Consoli

Chissà quali sarebbero state le risposte alla pubblicazione del singolare annuncio AAA Sinistra Cercasi su giornali e bacheche on-line… soprattutto in quanto virtualmente rivolto a quella galassia di giovani che comprende sans papier provenienti dalle periferie del mondo e viveur cosmopoliti, studenti promettenti e mantenuti raccomandati, militanti attivi socialmente e ultime mutazioni dell’individuo-consumatore. Accomunati, oltre che da approssimativi riferimenti anagrafici, da una vivida coscienza: l’appiattimento dell’orizzonte del futuro. Per quei giovani che oggi cercano nuove strade per sfondare la bolla dell’eterno presente – con un misto di rabbia, rassegnazione e disincanto – le parole d’ordine sembrano essere ancora democrazia e partecipazione. Leggi tutto “Ripensare le relazioni per un’emancipazione comune”