Introduzione ai disturbi della sessualità nei nordafricani

Frantz Fanon

Durante la nostra pratica psichiatrica in Algeria, la nostra attenzione è stata richiamata dalla frequenza di disturbi riferiti o collegati alla sessualità. Le modalità fondamentali di questi disturbi si limitano ai diversi tipi d’impotenza nell’uomo e di vaginismo nella donna. L’importanza di questa tematica nei deliri c’ha spinti a esaminare in che misura essa trovasse la propria origine nella normalità. Dovevamo quindi scandagliare la normalità, i punti nodali delle credenze.

Una rapida inchiesta c’ha permesso di constatare che l’impotenza sessuale era un problema tanto più preoccupante in quanto la società musulmana si basa sull’autorità dell’uomo. Ogni mancanza di potenza virile è vissuta come una forte alterazione della personalità, come se l’uomo reso impotente fosse colpito nel suo attributo essenziale. E l’impotenza sembra essere proporzionalmente molto più frequente nell’ambiente musulmano che in quello europeo. Numerosi guaritori musulmani, interrogati, hanno asserito che due o tre casi d’impotenza erano emersi nel corso di una stessa sequenza di visite. D’altra parte il medico è, qui, di solito l’ultimo a essere consultato. Prima si è fatto ricorso al Marabù1, al Taleb2, perché come si vedrà questi disturbi non sono quasi mai attribuiti a un’origine organica, ma più spesso messi in relazione con delle pratiche magiche e devono essere trattati come tali3. Leggi tutto “Introduzione ai disturbi della sessualità nei nordafricani”

La mondializzazione della poesia

Festival Internacional de Poesía, Medellín

Jairo Guzmán

Alcuni antropologi sostengono che sono state le armi a renderci pienamente umani. Nel prendere in mano i primi rudimentali attrezzi di pietra ci siamo staccati dall’innocenza animale e abbiamo iniziato a rapportarci alla natura armati e con l’ausilio della prima tecnologia. Siamo passati di colpo a un livello tecnologico più elevato e tutto quello che ci lasciavamo alle spalle diventava immediatamente primitivo. In questo modo la tecnologia ha creato e determinato la cultura umana, e la tecnologia più elementare di tutte è quella delle armi. È un’idea piuttosto audace perché ci dice che la guerra è parte della nostra essenza fin dalla preistoria, è parte costitutiva della nostra essenza umana. Questo non depone a favore di una specie che sostiene di essere altamente civilizzata, creatrice di cultura e costruttrice di mondi. Leggi tutto “La mondializzazione della poesia”

La poesia prima dei poeti

Lello Voce

La poesia nasce prima dei poeti. La poesia nasce nel mondo, non prima del mondo, anche se poi, per prima, si affanna a cercare un codice per rendere comprensibile il mondo.

C’è poesia ben prima che si abbia notizia di qualsiasi poeta, se è vero, ed è vero, che essa è il medium più antico che l’uomo conosca per la trasmissione dell’informazione non genetica. E forse era a qualcosa del genere che si riferiva già il Vico, nella sua Scienza nuova, quando discorreva della lingua poeticissima delle origini.

Né la poesia può fare a meno del mondo, a meno di non voler sparire… La poesia nasce insieme alla comunità.

La stessa tradizione lirica, quella di più stretta osservanza petrarchista, non potrà fare a meno di concordare sul fatto che la grande confessione (e l’esercizio di pentimento e autocontrizione) del Canzoniere ha senso soltanto a partire dalla sua dimensione «pubblica», poiché nessuna confessione ha effetto senza un orecchio che ne sia in ascolto, ogni confessione è la messa in scena del peccato, e pretende il suo pubblico. Leggi tutto “La poesia prima dei poeti”