Voci del 15 ottobre – Collettivo Uninomade

Distruggere la paura, affermare il comune

Collettivo Uninomade

0. Nella sera romana illuminata dai fuochi di Piazza San Giovanni, abbiamo cominciato a interrogarci sulla giornata del 15 ottobre, su ciò che ha rivelato nelle molteplici scale geografiche che si sono incrociate a produrne la dimensione globale, sulla forza e sulle potenzialità che ha fatto emergere, sui problemi che consegna alla nostra riflessione e alle nostre pratiche. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo da materialisti, convinti – per citare uno che la sapeva lunga – che le azioni umane non vadano derise, compiante o detestate, ma prima di tutto comprese. Proviamo a farlo con queste note, segnalando alcuni dei punti che ci sembrano più rilevanti.

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La Terza Repubblica dei movimenti

Considerazioni sull’alternativa e il conflitto costituente

Francesco Brancaccio, Alberto De Nicola e Francesco Raparelli

[dal sito Global Project 21 / 10 / 2011]

Dopo la giornata del 15 Ottobre il movimento in Italia ha come compito prioritario quello di non farsi comprimere nella morsa delle semplificazioni o nelle secche dicotomie e, allo stesso tempo, di preservare il suo carattere aperto e molteplice. Questo rischio ci sembra sia stato delineato, meglio che da chiunque altro, dall’editoriale di Piero Ostellino apparso sulle pagine del Corriere della Sera. Ostellino, infatti, utilizza gli scontri avvenuti nel corso della manifestazione per ammonire che non esistono possibilità di trasformazione dell’esistente che non siano chiuse nella scelta tra la guerra civile e il riformismo rispettoso della democrazia rappresentativa e delle regole del mercato capitalistico. Tertium non datur. Il conflitto anche radicale quando si presenta sulla scena, è presto o tardi destinato ad imboccare una delle due strade, lasciando dietro di sé qualsiasi velleità di modificazione dei rapporti sociali. Leggi tutto “La Terza Repubblica dei movimenti”