La terra ferma, ovvero il cinema inesistente di un paese alla deriva

Francesco Crispino

Un relitto al quale sono disperatamente attaccate un centinaio di braccia sferzate dalle onde. Due funivie che si sfiorano e che poi si allontanano in opposte direzioni. La sconsolata lettera d’addio di un alieno, fuggito deluso dalla Terra e dai suoi abitanti. Per parlare dello stato attuale del nostro cinema forse si potrebbe partire da qui, dalle immagini ufficiali, da quelle designate per rappresentarlo all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (edizione 68) nonché, nel primo caso, anche per la selezione dell’Academy Award. Immagini che costituiscono simbolicamente la vetrina di un cinema attraversato dall’endemica incapacità di saper parlare dell’Altro, di saperlo ri-conoscere, di saperlo accogliere. E quindi incapace di parlare d’altro che non sia se stesso, laconicamente autoreferenziale, sclerotizzato su formule narrative e consunti modelli in cui si rispecchia l’immaginario di un paese fermo, improduttivo, naufragato. Entrambi, il paese come il cinema che lo rappresenta, alla disperata ricerca di una “terraferma”.  Leggi tutto “La terra ferma, ovvero il cinema inesistente di un paese alla deriva”