Ricordando Gargonza

Umberto Eco

È ancora materia di discussione chi siano stati i veri vincitori delle elezioni comunali, specie a Milano e Napoli. Quello che non ci si è chiesti abbastanza è chi siano gli sconfitti, perché ci si è arrestati all’evidenza più immediata, e cioè che chi ha subito la «sberla» sono stati Berlusconi e Bossi, il che è innegabile. Ma c’è qualcun altro che, se non sconfitto, dovrebbe sentirsi messo in causa dal risultato delle amministrative. Io ritengo che sia stato messo in causa, almeno come rappresentante eminente di una tendenza, Massimo D’Alema. Leggi tutto “Ricordando Gargonza”

La Libia e il pacifismo a orologeria

Omar Calabrese

In questi mesi – a partire dall’inizio dell’intervento armato delle forze della Nato in Libia – abbiamo assistito a una discussione (abbastanza sottotraccia, a dire il vero) sulla legittimità dell’azione bellica in territori sovrani, sia pure in presenza di giustificate ragioni umanitarie. Sarò sincero: ho trovato questo dibattito spesso deviante, a volte strumentale, e persino un po’ ipocrita. Riassumiamo le posizioni fondamentali. Da un lato, come è ovvio, stanno i «giustificazionisti»: Gheddafi sta compiendo un massacro nei confronti di una sacrosanta ribellione popolare, e dunque occorre fermare la strage, sia pure senza l’invio di truppe di terra, in ottemperanza con la risoluzione dell’Onu sulla materia. Dall’altro si trova, invece, un variegato e insolito arcipelago di critici «pacifisti»: numerose personalità della destra, a cominciare dai leghisti, negano l’opportunità di imporre con le armi la No fly zone, e magari domandano sarcasticamente dove siano finite le bandiere arcobaleno che protestavano contro la guerra in Iraq o in Afghanistan; alcuni gruppi tradizionalmente antimilitaristi continuano a ritenere che le bombe siano sempre bombe, che uccidono senza alcuna presunta «intelligenza», e che essere fautori della pace non possa prevedere alcuna mediazione sul principio generale; e infine una sinistra più “«torica» vede in Gheddafi una vittima degli americani, che promuoverebbero la guerra per il controllo delle risorse petrolifere. Leggi tutto “La Libia e il pacifismo a orologeria”