La scrittura, il coraggio e la paura della neve

Diego Guzzi

«Non sono rassegnato a morire, né angustiato dalla morte. Sono furioso, straordinariamente irritato dall’idea che presto non sarò più qui, in mezzo alla bellezza del mondo o, al contrario, nel suo scialbo grigiore». Così Jorge Semprun su «Le Monde», pochi mesi prima di andarsene. Nato a Madrid nel 1923, esiliato in Francia all’arrivo del franchismo, decise di militare nella resistenza comunista. Arrestato dalla Gestapo, venne torturato e deportato a Buchenwald. Uno dei momenti più drammatici dei sedici mesi nel Lager fu l’incontro con un ebreo polacco, reduce di un Sonderkommando di Auschwitz: una riunione clandestina nell’infermeria del campo e il racconto dell’annientamento sistematico nelle camere a gas; una violenza che, per la prima volta nella storia, non lasciava sopravvissuti. Al ritorno nelle baracche infuriava una burrasca di gelo. Da quel momento, per Semprun la neve divenne il simbolo, fortuito quanto indelebile, di una vicenda di morte. E, al contempo, un’esortazione a testimoniare. Leggi tutto “La scrittura, il coraggio e la paura della neve”