Fukushima mon amour. Il nucleare non passa la prova del nove

G.B. Zorzoli

Non potrebbe essere più netto il contrasto fra i punti di vista odierni sul nucleare e quelli dominanti nel 1955 alla prima Conferenza di Ginevra delle Nazioni Unite sugli usi pacifici dell’energia nucleare, dove si diffuse un ottimismo acritico sul futuro di questa tecnologia, destinato a durare, anche se con qualche crepa, durante gli anni Sessanta. Paradossalmente, proprio dopo il prima shock petrolifero del 1973, che avrebbe dovuto rafforzarne le prospettive, con la sola eccezione della Francia, che proprio allora vara un massiccio programma nucleare, le prospettive di questa tecnologia entrano in crisi in quasi tutti i paesi, a partire dagli Stati Uniti.

L’opzione energetica che a Ginevra era stata definita così a buon mercato da non valere il costo di un contatore che ne misurasse l’erogazione (too cheap to be metered) si dimostra più cara del previsto a causa dei crescenti investimenti per migliorarne la sicurezza che, oltre a rivelarsi un tallone di Achille economico, nell’immaginario collettivo assume le sembianze del rischio inaccettabile. Leggi tutto “Fukushima mon amour. Il nucleare non passa la prova del nove”