Turi Palidda

“Blitz contro gli anarchici”, questo è stato il titolo di molti quotidiani il 4 maggio scorso.

Cinque i giovani agli arresti domiciliari, altri 17 con obbligo di firma presso la polizia giudiziaria, in totale 78 indagati, quasi tutti studenti incensurati fiorentini fra i venti e i trenta anni, frequentatori anche occasionali del gruppo “Spazio Liberato 400 colpi”. Sono imputati di associazione a delinquere finalizzata all’istigazione a commettere vari crimini: occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.

I reati risalirebbero all’autunno 2010 cioè alle lotte contro la riforma Gelmini e a episodi quali danneggiamenti ai bancomat, sabotaggio della videosorveglianza urbana, danni a sedi di partiti, di sindacati e di istituzioni nazionali ed internazionali, occupazione di edifici comunali e di enti privati, violenze contro le forze di polizia, interruzione di pubblico servizio come il blocco dei binari ferroviari e di strade.

Già in gennaio su alcuni blog era stato denunciato che nella sede di “Spazio liberato 400 colpi” di via del Parione a Firenze erano state trovate due microspie. Secondo l’accusa in questa sede i giovani pianificavano i “blitz notturni fra i quali uno contro la Cisl o i danneggiamenti alle telecamere del Comune. Durante le proteste contro la Gelmini era stato occupato anche un cantiere dell’Alta Velocità.

Probabilmente perché assai poco indaffarati in inchieste su terrorismo e criminalità organizzata ed anche molto sensibili a dar prove di solerte sostegno a un governo che notoriamente considera criminale se non terrorista ogni opposizione al suo operato, con fulgida intelligenza, i servizi segreti (oggi con a capo il prefetto De Gennaro e altri già condannati per i fatti del G8 di Genova) sono approdati all’ennesimo teorema: questi indagati sarebbero «l’embrione di un’ organizzazione eversiva» che sarebbe pronta a fare il salto decisivo verso la galassia dell’insurrezionalismo.

I ministri Gelmini, Maroni e altri avevano detto che i facinorosi che si opponevano alla riforma e ad altre scelte del governo erano quasi terroristi (opinione non del tutto lontana da celebri benpensanti considerati democratici se non di sinistra –si pensi alle prese di posizione contro le violente proteste studentesche di dicembre a Roma… scontri che qualsiasi liberal-democratico inglese considererebbe normali e inevitabili viste le scelte del potere). Così i nostri strenui servizi segreti sono stati capaci di produrre ben sette mila pagine di indagini sui ragazzi fiorentini.

Da quanto scrivono alcuni cronisti e dalle testimonianze di tanti anche docenti, per la maggior parte dei giovani incriminati il riferimento a idee anarchiche è generico e non centrale; quasi con la tipica genuinità della prima esperienza politica dichiarano di essere solo dei contestatori. Può anche essere possibile che nei movimenti ci siano dei momenti di radicalizzazione dello scontro e qualche ragazzo che tende ad esagerare (come accade anche nelle curve degli stadi), ma persino gli stessi commercianti e abitanti della zona dicono ai cronisti di non avere paura. “I ragazzi arrivano in serata, quando ormai i negozi sono chiusi” … “tutto sommato sono tranquilli … anche se l’imbrattamento delle mura non giova alla loro cause”. E anche alcuni investigatori ammettono che qualche volantino con la stella a cinque punte «non ha collegamento con il terrorismo delle Br» (al solito è un logo abusato “che fa tendenza da tempo”). “Associazione a delinquere, dicono loro: noi diciamo autonomia, azione, conflitto”; “Se lottare è un reato siamo tutti criminali”. In conferenza stampa un portavoce degli studenti aggiunge: “di fronte a politiche violente come quelle messe in campo da questo governo sull’università è chiaro che ci si debba aspettare un livello di conflittualità piuttosto elevato”. Come è prevedibile in questi casi non mancano anche le scritte palesemente provocatorie come “Osama vive” e “Renzi mostro di Firenze”.

La pretesa liberista di una gestione violenta del disordine provocato dalle scelte sfacciatamente a favore degli attori più forti e a discapito del futuro stesso della società -e quindi dei giovani- scarta ogni negoziazione a favore di una gestione pacifica, ossia il buon senso e quindi la mediazione.

Il governo nazionale e i poteri locali aizzano le polizie verso la persecuzione violenta delle proteste cercando di mettere in scena distrazioni di massa (contro nemici inventati) e di fatto favoriscono i veri nemici: le mafie innervate con i poteri forti un po’ dappertutto, le economie sommerse, le truffe connesse alle grandi opere, l’evasione fiscale, l’abusivismo nelle costruzioni, le ecomafie, l’insicurezza nei posti di lavoro, l’inquinamento, ma anche la lotta alla criminalità organizzata. Questa è l’insicurezza reale che si vuole occultare con un blitz come quello contro i giovani di Firenze spinti a radicalizzare la loro opposizione e con i discorsi sulle insicurezze e le paure attribuite invariabilmente agli esclusi da perseguitare.

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