Marco Giovenale

(parte mancante)

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6 maggio

Si è improvvisamente ammalata. Si tratta di difficoltà di respirazione, gravi all’apparenza. È stata portata sul ponte inferiore. L’ufficiale medico è con lei anche ora.

Ci informa per radio. Nessuno di noi quattro ha potuto seguirli. La quantità di lavoro qui è eccessiva.

8 maggio

Non ci sono stati miglioramenti nelle ultime sequenze di periodi. Malfunzionamenti negli orologi. Nel dubbio sulla qualità dell’approssimazione, si adotta in via provvisoria una scala sequenziale semplice. Gli strumenti non sembrano volersi lasciar tarare né sulla prima scala né sulla presente. Potendo scegliere, preferiamo quest’ultima, per ragioni non tecniche.

Qui inoltriamo una richiesta esplicita alla Direzione, per un ripristino della scansione lineare del tempo. Già dal contesto e rapporto attuale si vuole far presente alla Direzione che:

(1) è opinione di tutti che anche per i sensori si dimostrino tutt’ora disorientanti i passaggi di tunnel a base logaritmica.

(2) il rapporto in corso di redazione non è stato forse trasmesso nei tempi stabiliti dal regolamento perché si è perduta precisamente la scansione elettronica del flusso.

Quadranti spenti. Non ci è chiara la posizione del veicolo sul tesseract di mappa. Per la datazione ci aiuta un calendario giocattolo “Doris Day” a fogli staccabili.

8 maggio /addendum

Un’avaria significativa nel sistema di trasmissione. Nessun segnale. Non indaghiamo la causa, del resto, non avendo competenze circa le procedure. Erano di spettanza di 30, ora ammalata, come detto.

Non è facile mantenere la rotta; il lavoro è interamente focalizzato in questo senso. Per mezza giornata, circa trenta ore, abbiamo impegnato il primo ponte: è stato necessario ammainare le vele per via del vento. La tempesta rende il fiume impraticabile. Non è ragionevole attraccare, non conosciamo i villaggi, nessuno di noi ha nozioni di ungherese, le notizie sulla zona – nel manuale – parlano di una sostanziale ostilità delle popolazioni.

I sonar non registrano movimenti sul fondo. E, a vista, niente sull’acqua, né i radar riportano novità.

Merlature di pietra seguono il fiume, erette sugli argini. Non si ha interruzione nelle mura. Il fiume così è isolato dalla terraferma. Anche volendo avvicinarci, cancellando la guaina molecolare, potremmo prendere contatto solo con gli scarsi centimetri di riva prima della muraglia. Questa è tuttavia piuttosto bassa, e in alcuni punti sembra franare.

Nel caso di un cambiamento di condizioni generali, potremmo forse accostare. Non adesso.

10 maggio

Da riportare al 6 marzo. (Circa).

Il primo ufficiale manca da alcuni giorni. Le perlustrazioni nel perimetro antemolecolare non hanno dato risultato. Abbiamo controllato palmo a palmo ogni punto accessibile.

All’esterno del perimetro vige l’interdizione 09, per cui non è stato possibile effettuare ulteriori controlli.

Per via del crash di disallineamento nei tempi non è certo che siano conservate le note fino a quello che chiameremmo 6 marzo. A questo si deve la ripetizione ora fatta, di una nota cruciale. Mentre siamo relativamente certi della permanenza delle note successive, già trasmesse, anche se al momento senza feedback.

12 maggio

L’operaia 30 migliora visibilmente con l’arrivo dell’alba, stando al report dell’ufficiale medico, che non è comunque salito più sulla tolda. Linea di comunicazione interna disturbata.

Non abbiamo aggiornamenti salvo questo.

In serata, difficoltà di respirazione anche per noi. Suggestione, in verità.

Il tempo di rivoluzione del pianeta è di circa 60 h. Con 35 h di buio. Il crepuscolo può essere meno chiaro per via dei vapori.

L’andamento delle lune, assai piccole e numerose, è all’apparenza del tutto anarchico, né c’è tempo per ragionarne. Né maniera, poi. Considerata l’assenza di cronografi.

14 maggio

Anche il secondo uffici

(parte mancante)

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18 maggio

Cielo illimpidito. Il vento è calato. Non pervengono notizie dal ponte inferiore. I numeri 26 e 29 hanno deciso di sigillare i portelli di scambio. Rimarremo isolati dal resto del veicolo. Mi sono dichiarato contrario. Il canale radio interno è aperto ma non ci sono suoni di nessun tipo dal ponte, il canale è muto. Attendiamo.

Al ritorno dell’alba ripristineremo le vele.

19 maggio

Riapertura delle vele molto complessa. La procedura è stata ostacolata, nonostante la luce solare, da occorrenze di buio lunghe anche parecchi minuti (è ipotesi). Forse di più. Senza causa evidente. Il cielo non è stato mai coperto. Semplicemente, a intermittenze non prevedibili, una cancellazione intera di luce. Senza margini. Non descrivibile. (Esempio. Come passare attraverso assenze di segnale, in uno sciame di onde).

Tachicardia, e umore a dir poco pessimo per noi tutti. (Conseguenza).

In questa parte della regione le mura agli argini si fanno più alte, si intravedono con più difficoltà i monti.

21 maggio

Sfiancati dopo il ripristino completo dell’alberatura.

Sonno. Nessun tentativo di ristabilire contatti interni né esterni. Uno dei radar anteriori dà indicazioni inattendibili, di masse globulari a distanza, sulla rotta. Impossibile deviare adesso, in ogni caso.

L’inattendibilità è data dal fatto che le masse compaiono tracciate sullo schermo in negativo. La stanchezza ci impedisce di smontare i video e i circuiti.

Al risveglio, riscontrata un’impressione / allucinazione collettiva (in realtà dovuta a un unico sogno? Detto per banalizzare. Ma: sogno condiviso). In sostanza, tutti e tre abbiamo dormito con l’idea intensa di un “interstizio mobile” aperto nello scafo, nelle stanze. Più di uno spazio geometrico neutro, meno di una identità definibile.

Colazione. Inutile sdrammatizzare. Sia 26 che 29 hanno i nervi a fior di pelle. Credo ci siano tensioni tra loro.

23 maggio

Di nuovo affaticamento, nonostante le ore di sonno. Nessuno di noi riesce a lavorare come dovrebbe. Comparsa di tosse per ciascuno, in tempi differenti. Un check-up in medicheria non dà esito. Per quanto possiamo capirne, stiamo bene; per ciò che riguarda il veicolo, non ci sono falle nella guaina; non ha contatti con l’esterno. Tutti sembriamo in salute. Con molta voglia di lavorare, ma scarsissima energia.

Per inciso, ed è noto, il pianeta è per la gran parte coperto di ossigeno. Non si spiega l’affanno; a tratti perfino ansia. Noiose complicazioni psicologiche.

L’ufficiale 29, che ha ora il comando, afferma di aver riconosciuto iscrizioni nella muraglia, durante le ore di giorno. Come la Direzione sa, è originario di Atene ma ha vissuto quasi tutta la vita al Cairo.

Non può non

(parte mancante)

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28 giugno

La stecca ha smesso di piegarsi, il sangue coagulandosi l’ha irrigidita, per fortuna il cauterio funziona e 26 smette di urlare. Posso quasi camminare per tutto il veicolo, posso ridefinire la prua almeno nei concetti matematici a cui ho accesso in base alla mia preparazione.

Non abbiamo altra possibilità. Dobbiamo retrocedere, fino all’arrivo di contatti. (Nella speranza di contatti).

Al momento il rischio primario è che la deformazione matematica dello scafo, da indurre presto per arretrare nel flusso, implichi una falla o addirittura la rottura intera della guaina.

30 giugno

Saturazione di nero. La colorazione degli occhi di 26 è impressionante. Non so che ore siano, ma in questo momento, dopo molta tranquillità, ha ripreso a gridare e vomitare. Sembra soffocare nel vomito, e già si riscuote. Aggiungo una fasciatura con i nastri isolanti che sono rimasti. È del tutto bloccato sul letto. Fino a ieri mi sembrava usasse il linguaggio, adesso sono veramente soltanto grida.

29 dal canto suo mi tiene compagnia. Continua a battere al vetro da fuori. Sono quasi dieci ore. Colpisce il vetro senza interruzione, sta usando evidentemente le ossa, già da un po’. Chiederei a 26 il permesso di prendere le fiale della medicheria per spegnere 29. Ridicolo. 26 riprende e perde conoscenza. In stato di veglia, può solo urlare.

2 luglio

Prima dell’inizio della procedura di ricostruzione della prua devo spegnere 29. (Quello che resta). Agisco in qualità di ultimo in attività, in sensi, dunque per avanzamento acquisito di grado.

Preferirei il fucile ma ho pochissime cartucce, devo risparmiarle, sono preziose. Corridoi e prese sono sigillati tuttavia ho avuto la “buona” idea di retrovolgere uno dei radar: verso l’interno del veicolo. Non ho competenze per registrare i segnali che ne ho tratto. Con certezza: il veicolo non è più sicuro.

4 luglio

Le fiale erano al loro posto. È essenziale evitare che 29 approfitti della momentanea apertura del vetro. Successivamente spegnerò anche 26, credo.

(parte mancante)

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3 Risposte a Anabasi

  1. […] – CVD, in alfabeta2 dal 7 apr. 2011; – Anabasi, in alfabeta2 dal 14 apr. […]

  2. […] alfabeta2 (dal 14 apr. […]

  3. […] 52 Kb] __cinque poesie da In rebus, sul sito di Nanni Cagnone __CVD, in alfabeta2 __Anabasi, in alfabeta2 __dall’infanzia all’eroismo (4 steps), in alfabeta2 __MSUBP, in alfabeta2 __(fou / […]