Vassilis Vassilikos

Leggendo l’articolo Sottocultura e nuovo fascismo di Pier Aldo Rovatti e l’intervista di Slavoj Žižek L’effetto Berlusconi sul n. 04 di «alfabeta2», mi sono convinto che dovevo analizzare la parola anomalia prima dal punto di vista etimologico.

Anomalia deriva dal rovesciamento di senso della parola omalòs, che vuol dire piano, regolare: c’è un a privativo con l’aggiunta di una ν, poiché la parola seguente comincia da vocale e bisogna evitare lo iato. Il sostantivo normalizzazione (sempre derivante da omalos) non ha come contrario la anormalizzazione ma più semplicemente l’anomalia.

Anomalo o anomala, riferito a persone, in greco moderno denota una qualche particolarità di tipo sessuale. Riferito agli uomini equivale a omosessuale. Riferito alle donne no. L’equivalente per costoro rimanda all’isola di Saffo, a Mytilene o Lesbo (il nome ufficiale).

Se quindi anomalo significa ermafrodita, Žižek, riferendosi all’ermafrodismo di Berlusconi, dice: «È certamente un tecnocrate brutale, efficientista, ma allo stesso tempo presenta chiari elementi populisti. Forse questa combinazione è politicamente la più pericolosa…».

Per questo motivo, al fine di fare chiarezza, Berlusconi stesso ha dichiarato di preferire giovani donne ai téknon efebici (nulla a che fare con i tecnocrati), ottenendo come risultato il primo spiraglio di risata globalizzata in questi tempi di globalizzata depressione economica.

Ora, vediamo in che consiste l’anomalia greca. È un altro ermafrodismo in cui due forze economiche politicamente opposte, il Fmi e l’Ue, si sono impegnate di comune accordo per salvarci dal fallimento. In teoria, visto che siamo dentro la zona dell’euro, avremmo potuto chiedere aiuto solo all’Ue.

È emersa però un’altra anomalia, quella della signora Merkel, che ha preteso di lanciare anche il salvagente del Fmi. Anche la signora Merkel ha qualche elemento di ermafrodismo. Viene dall’ex Germania orientale e governa da qualche anno la Germania occidentale, dove è stata trapiantata l’ex orientale dopo che, nello spazio di una sola notte, ha decretato la sua autodistruzione.

Mi viene in mente quella bella statua classica nel museo di Roma in cui, a seconda dal punto di osservazione, appare un ragazzo o una ragazza. E forse tutto deriva da Socrate e più in generale dai nostri progenitori. Come anche il nome della rivista. «Malgrado tutto, continuate a essere un popolo di filosofi», mi disse tutto serio, per non farmi capire dove andava a parare, il mio amico Umberto Eco durante una passeggiata in una strada molto trafficata durante la sua ultima visita ad Atene. «Perché lo dici?», gli chiesi stupito, «Perché leggo dappertutto la parola metafora». Parola che, per la verità, è rimasta tale e quale nel greco moderno ma iscritta sulla fiancata di ogni mezzo di trasporto (cioè di «metafora»): metafore di mobili, metafore di traslochi, metafore di prodotti agricoli, metafore di immigrati clandestini e quante ne vuole ogni filosofo. Con Eco ci siamo fatti una risata.

L’anomalia greca, dunque, potrebbe anche essere semplicemente linguistica. Abbiamo donato al mondo le parole della filosofia, della democrazia, della politica e in cambio importiamo i suoi prodotti (medicine, telefonini, orologi e crisi economiche), visto che da noi non si produce nulla o quasi. Abbiamo dato il nome anche all’Europa e al suo euro e ora importiamo anche quello, sotto forma di prestito.

Traduzione dal greco di Dimitri Deliolanes

Tagged with →  

Una Risposta a Anomalia greca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *