Francesco Forlani

Nuova puntata per alfabeta2 questa volta dedicata à la jeunesse ovvero infanzia adolescenza in cui ogni cosa sembra correre via oltre ogni tempo e consapevolezza. ci sono degli attraversamenti anche, come le note alla fisarmonica di Franck Lassalle, le filastrocche e i versi di Anna Costalonga, i versi cantati di Pier Paolo Pasolini, lo sguardo di Truffaut dei quatre cent coups, e quello dei ragazzi della via Paal..

7 Risposte a Alfa Zeta: G come Jeunesse

  1. beppe sebaste ha detto:

    bellissimo. come tutti gli altri tuoi videopoemi…

  2. riccardo de gennaro ha detto:

    bravo effeffe!

  3. zaccaria gallo ha detto:

    Bellissimo il video.Molto commovente e poetico.

  4. renatamorresi ha detto:

    mamma mia, che sentimento struggente e perduto – notevole

  5. […] puntata per alfa beta 2 questa volta dedicata à la jeunesse ovvero infanzia adolescenza in cui ogni cosa sembra correre […]

  6. furlèn ha detto:

    Vi ringrazio, sapete com’é, no? Uno dice grazie perché segnali come questi – una pacca sulla spalla e via, un incrociarsi per strada e accogliersi- sono importanti. Non è l’opera certo a farla da padrona- in fin dei conti è arte povera questa in un paese di ricchi, quello dell’audiovisivo, fatto di produzione, post produzione ecc ecc. E’ il progetto che conta. Uno allora si avventura a toccare con dito – il digitale- i paesaggi che gli ruotano attorno, a scippare dall’imagerie collettiva che ha un nome, youtube, ora la corsa di un ragazzo, ora il piglio deciso di Don Chisciotte sorpreso in una sala di cinema o le terribili immagini e voci di un attentato. Uno dice grazie perché non sempre ciò che è povero, di mezzi, riesce a supportare la ricchezza delle intenzioni e di quello che si prova. E si rischia di sentirsi soli. Soli senza la solitudine dei maratoneti, ma con l’isolamento dei profughi. effeffe

  7. fabio teti ha detto:

    rinnovo l’ammirazione, caro Francesco.

    in un certo senso, tra le varie cose, mi sembra tu stia scavando, nel dominio dell’audiovisivo, del linguaggio audiovisivo, qualcosa come una “letteratura minore”, nella precisa accezione che a questa hanno conferito Deleuze e Guattari. roba non da poco, mi sembra.

    un saluto “puramente intensivo”, allora –

    f.t.

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