Distopie da Nobel: ovvero come sarebbe potuta andare, alla luce dei recenti fatti

da Pechino Matteo Miavaldi, Simone Pieranni (China-Files)

Sono passati due mesi, ed è ora di tornare a Pechino. Dopo la fiammata di metà ottobre che aveva portato il premio Confucio per la pace alla ribalta internazionale tra accorati appelli, vibranti proteste ed un eloquentissimo chissenefrega delle alte sfere di Washington, la parabola del premio è destinata forse a raggiungere l’apice proprio venerdì 10 dicembre, con una sedia vuota. Senza perdersi nell’ovvio, nella sacrosanta causa della libertà d’espressione, del rispetto dei diritti umani, prima della premiazione in contumacia è necessario raccontare cosa sia successo. Prima e dopo l’ormai famoso 8 ottobre.

Attaccato dai media, descritto come una sorta di diavolo contemporaneo, deriso dileggiato, attaccato finanziaramente, isolato, censurato, infine arrestato. Julian Assange è stato nominato primo premio Confucio per la pace, istituito da Pechino per contrastare il Nobel, ritenuta un’arma del soft power americano. Leggi tutto “Distopie da Nobel: ovvero come sarebbe potuta andare, alla luce dei recenti fatti”