Quegli scudi di libri

Ilaria Bussoni

Il 14 dicembre una manifestazione di studenti difesa da una falange formata da scudi di libri ha tolto la fiducia al governo Berlusconi. La politica parlamentare e democratica non se n’è accorta. Un bel pezzo di società sì. A vedere Millepiani di Gilles Deleuze, L’orda d’oro di Balestrini e Moroni, Moby Dick di Melville o La Repubblica di Platone, in prima fila a parare i colpi dei manganelli, ci siamo commossi. Perché quei libri, quegli autori, quelle narrazioni stavano lì anzitutto a parare i colpi dello smantellamento dell’università e della formazione pubblica. Stavano lì a rivendicare una funzione critica del sapere e della cultura, a dire che le idee si possono usare anche come sassi e che tra queste le «opinioni» passa una differenza.

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