Francesco Forlani

Il tutto comincia con l’eternit dei tetti che apre questa nuova puntata di Alfa Zeta, con riduzione delle vite  a  miniature esistenziali, la gloria letteraria  di Fabio Volo, sullo schermo sospesa e  riflessa nelle vetrine di un megastore. Così appare anche la città, con i trenini in miniatura,  solcata dalle icone della contemporaneità – ora il tifoso con il braccio teso, ora l’interno senza vita della metropolitana in cui si è appena consumato un delitto nazionale. Ecco allora che fai fatica, altro che rimboccarsi le maniche come scrivono i compagni che sba(di)gliano, perfino a scoprire, come nel manifesto inquadrato e strappato dai passanti, che oltre quello, proprio dietro, c’è il cristo. Quell’eternità – êtrenitè, tu proprio non la capisci, non la decodifichi, sei come i sordomuti alla sede rai, a reclamare sottotitoli, lo schermo è vuoto, bucato, non appare nulla.  Questa esperienza di disequilibrio, di caduta da stordimento,  si è associata in me all’immagine dell’Albatros di Baudelaire, quel goffo balletto dei poeti, quel balbettio delle ali che sembra, ma solo a tratti, produrre piccoli venti di speranza.  effeffe

Una Risposta a Alfa Zeta: E come Eternità

  1. Mario ha detto:

    Davvero un bel filmato 🙂
    Grazie Forlani!

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