In edicola e in libreria dal 15 ottobre il numero 3 di alfabeta2

Il posto delle donne presenta, tra gli altri, i contributi di Letizia Paolozzi, Luce Irigaray e R. Aída Hernández Castillo. Oggi sempre più forte e chiara si ode la voce delle donne a tutti i livelli delle strutture produttive e organizzative. È il segno di un tempo nuovo, che tuttavia coincide con una catastrofica regressione antropologica, lucidamente perseguita dal vigente regime mediatico.

Dall’emergenza della discussione parlamentare sulla legge Gelmini e dalla mobilitazione di protesta della forza-lavoro meno garantita nasce il titolo Allarme Università. Apre il dossier Umberto Eco con le sue Riflessioni sparse su presente e futuro, seguito dalle analisi di Daniele Giglioli, Pierluigi Pellini, Michele Emmer, Mario Domenichelli, Francesco Sylos Labini e altri.

Le immagini del numero sono di Arnaldo Pomodoro e l’intervista all’artista è curata da Aldo Nove.

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Una Risposta a alfabeta2 numero 3 è in edicola

  1. adamo raffaini ha detto:

    Vorrei citare il dossier di Eco, quando dice: “Ora si scopre che gli studenti italiani tardano anche a terminare il triennio [della laurea 3+2]. E’ una iattura, di cui andranno meglio analizzate le cause.” E ancora: “Se non si laureano in tempo si deve anche ritenere che arrivino già sottosviluppati dalla media superiore, come risulta dai test che denunciano ignoranze abissali, e quindi bisognerebbe mettere in discussione anche quanto avviene prima dei diciott’anni.”
    Bingo! E’ questo il punto: per ridurre i tempi della vecchia laurea quinquennale non bisognava modificare l’università, come fece Berlinguer, ma bisognava agire sulla scuola. Gli studenti infatti arrivano all’università per lo più sottosviluppati perchè hanno avuto dei docenti per lo più sottosviluppati. I laureati migliori, infatti, che sono potenzialmente i docenti migliori, non anelano a sprecare il loro talento nella scuola italiana per 1000 – 1500 euro al mese.
    Qualsiasi altra analisi è superflua.

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