Operai della conoscenza

Sergio Bologna

Milano centro, zona Missori, filiale italiana di una multinazionale del fashion. Ci lavora da quattro mesi, dalle 9 alle 18 (ma in genere la gente si ferma un’ora in più) e piace a Luca quel lavoro, 26 anni, laurea specialistica con lode. Non ha voluto fare il dottorato né prendere una borsa per l’Olanda, una terza lingua straniera da imparare gli pareva troppo, in fin dei conti il suo inglese è migliore dell’italiano del capo. Non gli hanno dato una lira e per altri due mesi sarà così, il suo è uno stage, un tirocinio semestrale gratuito, nemmeno un ticket ristorante. Ma l’altro giorno la vice del capo lo chiama e gli fa capire che «piace» alla ditta e alla fine dei sei mesi chissà che non gli venga proposta un’assunzione. A termine, ovviamente. Se tutto va bene e lui ci sta, saranno cinquecento euro al mese per un anno, ma poi magari «salta fuori un indeterminato». Leggi tutto “Operai della conoscenza”

alfabeta2 a Palermo oggi 28 settembre

Oggi alle 20:30 presso il circolo Arci Nzocché (via E. Ximenes, 95 Palermo) verrà presentato il secondo numero della rivista alfabeta2 (Italia al bivio). Interverranno Andrea Cortellessa, Gianfranco Marrone e Matteo Di Gesù. Modererà Titti De Simone.

L’incontro è all’interno della tre giorni Scrittori, alfabeti, mappe e storie avventurose dedicato alla ricerca di un modello nuovo per l’editoria italiana, che sappia riconoscere il valore della bibliodiversità, del consumo critico (e intransigente) delle lettere, del lavoro degli indipendenti (editori e librai). L’organizzazione è curata dalla Libreria Modusvivendi, :duepunti edizioni, Gli amici di Oblomov e Nzocchè.

Il canto sull’usura

Giorgio Mascitelli

Il quarantacinquesimo dei Cantos di Pound, laddove il poeta si occupa dell’usura, è uno dei più affascinanti per me perché unisce in maniera fertile una verità estetica, ed etica, a un macroscopico errore storico. Dice il poeta tra le altre cose “Pietro Lombardo/ came not by usura/ Duccio came not by usura/ nor Pier della Francesca; Zuan Bellin’ not by usura/ nor was “La calunnia” painted” ( Pietro Lombardo/ non si fe’con usura/ Duccio non si fe’ con usura/ né Piero della Francesca o Zuan Bellini/ né fu “La Calunnia” dipinta con usura vv.27-31). La bellezza di questi versi non può sottrarsi alla constatazione che in essi viene contraddetta un’elementare verità storica per cui gli artisti citati sono il prodotto di una società in cui l’usura, ovvero il prestito di denaro nell’accezione medievale del termine, era non solo praticata con larghezza, ma rendeva possibile le committenze date a quegli stessi pittori. D’altra parte se Pound proietta qui il suo atteggiamento modernista sui capolavori del passato, è altrettanto vero che molta dell’arte rinascimentale, analogamente a quella moderna, è improntata a uno spirito aristocratico e disinteressato che ovviamente confligge con l’usura e con le pratiche mercantili. Leggi tutto “Il canto sull’usura”