L’imitazione della merce 4

Guido Caserza

PARTE QUARTA- Ipologia della merce (ovvero, la bionda si smerda di brutto)

Il colore che si irradia dai tubi al neon accoglie il pellegrino nella Casa della biancheria. Dalle alte finestre ad arco acuto, con i vetri a losanghe colorate, si riversano raggi obliqui, rossi, verdi, gialli, che riverberano sul bianco cimiteriale delle mutande e dei reggiseni, di cui non percepisce le forme, ma solo i contorni sfumati. E lei, la bionda, penetrando nel biancore diffuso del padiglione A, per un istante vacilla, ma poi si fa strada tra le vedove venute qui a passare il loro tempo, che sfilano in processione invocando i nomi dei loro cari o impetrando una grazia speciale, e che non troveranno mai più l’uscita, perdendosi negli spazi speculari del grande magazzino, identici in tutto, tanto che uno appare il riflesso dell’altro, rispondendo, la bionda, al richiamo dei frigoriferi che dal padiglione B ronzando dicono ehi tu, vieni, vieni qui. Sti sta bene dentro di noi. Nel loro pancione ci sono i cadaveri rigidi, con il buco del culo in decomposizione. La loro merda, dura e congelata, viene conservata in sacchetti per alimenti, perfettamente inodore, 4 minuti di cottura, vicina ai bastoncini Findus che una mano bianca estrapola dallo spazio strutturato dei morti. Leggi tutto “L’imitazione della merce 4”