[Questo articolo è apparso sul “Sole 24 ore” l’1/08/2010]

Franco La Cecla

C’è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent’anni, una classe che non fa parte della borghesia italiana, che non rientra nell’esercito di precari, né in quello dei raccomandati per famiglia, politica, censo e appartenenza. È una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l’Italia appena finiti gli studi, o addirittura durante gli studi, fulminata sulla via dell’Erasmus dalla scoperta che la vita all’estero, in Europa, poteva essere tre volte più interessante, facile, appassionante che in Italia. Non si tratta di emigrati nel vero senso della parola e nemmeno di una fuga di cervelli, ma di italiani, ragazzi e ragazze, uomini e donne che stanno all’estero in Europa «come se fossero in Italia».

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4 Risposte a Ecco gli italiani dai piedi leggeri

  1. Marco ha detto:

    Sto per concludere i miei studi in un corso di comunicazione a Palermo e ho sempre cercato di vedere le cose dal lato migliore possibile. In alcuni momenti mi è sembrato che questa città potesse offrirmi oppurtunità interessanti in altri momenti cado nello sconforto.
    Vivo le contraddizioni ogni giorno: a volte sembro deciso a non voler abbandonare questa città e mi dico di provare a lottare per restare qui, altre volte mi sento scoraggiato e non so quanto realmentè sia utile continuare a stare qui.
    Quello che mi manca è un confronto vivo, e serrato con persone e situazioni stimolanti che mi permattano di crescere culturalmente.

  2. Marco ha detto:

    Sto per concludere i miei studi in un corso di comunicazione a Palermo e ho sempre cercato di vedere le cose dal lato migliore possibile. In alcuni momenti mi è sembrato che questa città potesse offrirmi oppurtunità interessanti in altri momenti cado nello sconforto.
    Vivo le contraddizioni ogni giorno: a volte sembro deciso a non voler abbandonare questa città e mi dico di provare a lottare per restare qui, altre volte mi sento scoraggiato e non so quanto realmentè sia utile continuare a stare qui.
    Quello che mi manca è un confronto vivo e serrato con persone e situazioni stimolanti che mi permattano di crescere culturalmente.

  3. carmelo ha detto:

    mi ha colpito molto la storia di Emiliano Armani

    …… Vi era andato a cercare una formazione in Italia impossibile, quella nello studio del grande Miralles che ti prendeva in stage, ma ti pagava anche. Incredibile per un giovane architetto che era abituato ad essere sfruttato dagli studi milanesi o a volte dover pagare per lavorare in un’agenzia di una grande firma. ….non ha la più vaga intenzione di tornare in Lombardia……
    …… dice, gli italiani in Italia sono individualisti e non fanno quasi mai gioco di squadra, è solo all’estero che scoprono di avere qualcosa di particolare che li distingue dagli altri, …. Ma è da Barcellona che può agire con una libertà e una creatività che in patria sarebbe solo punita come impertinenza giovanile e incapacità di rispettare faccendieri, speculatori, malavitosi e politici ignoranti

    Mi ha colpito perchè secondo me riassume la situazione nel nostro paese, una situazione che si sta degradando sempre di piu’.

    Ora ormai il futuro si costruisce per diritto dinastico (un architetto sara’ figlio di un architetto) o per appartenenza a famiglie-cricche-clientele
    e gli italiani per l’appunto, come succede nei momenti che annunciano la catastgrofe sono sempre piu’ individualisti, rassegnati, cinici e disincantati.

    Mio figlio, diego, 25 anni, laurea in fisica-spaienza. si sta specializzando in astronomia.
    Mi chiedo, che fine fara’ mi chiedo come puo’ permettersi questo paese di sprecare le sue intelligenze………
    …….spero che decida di andarsene da questo paese

  4. Domenico ha detto:

    Marco,

    se tagliassero lo stipendio a metà della gente che a Roma dice di governare questo paese, ed investissero questo denaro per la legalità al sud, forse vivendo in una terra libera dal malaffare, le menti avrebbero modo di mescolarsi fra loro e produrre qualcosa di buono e magari le persone come te o il figlio di Carmelo applicherebbero le loro competenze in quei territori.

    Invece a quanto pare conviene avere un Paese che viaggia su due ruote gonfie: quelle del nord, e due ruote bucate: quelle del sud.

    Vi può consolare il fatto che le persone competenti scappano da questo paese, i furbacchioni ( per non dire di peggio) non vedono l’ora di mescolarsi fra noi. Chissà come mai?!

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