È un pezzo di cartone sagomato

Gherardo Bortolotti

L’opera di Hans-Peter Feldmann, che vedo alla mostra, è composta da una teiera da supermercato e da un cartoncino sagomato che ne riproduce l’ombra e su cui la teiera è appoggiata. A fronte della semplicità dell’installazione, quello che colpisce è la sua capacità di fare collassare un numero significativo di elementi, dando all’insieme una dinamica veramente coinvolgente. Elenco brevemente, di seguito, quelli che mi sembrano i concetti che l’installazione compone.

Il primo concetto è che l’intervento dell’artista trova l’ombra delle cose, il lato oscuro, misterioso, opaco allo sguardo distratto e quotidiano. Un passo ulteriore, in questo senso, è riconoscere che è nelle cose banali, negli oggetti di tutti i giorni (la teiera), che questo mistero si cela. Sembra che si debba concludere che l’infraordinario è una terra magica, inesauribile allo sguardo perché opaca, sfuggente: un buco nero in cui lo sguardo si disfa nell’assenza di luce. È interessante, in questo senso, vedere come l’ombra nasca dalla basa dell’oggetto che vi si appoggia, come se l’inconsistenza, l’opacità sia la vera natura e, nello stesso tempo, la fondazione degli oggetti, della realtà – e che l’operazione artistica stia proprio nello svelare questo abisso originario. Leggi tutto “È un pezzo di cartone sagomato”