Andrea Raos

Iniziato come 1 normale colpo di tosse non prevedevo lo sbordo di sangue, in mezzo al corridoio, mentre andavo a farmi 1 caffè. Ancora non sapevo, eri già lontana, che coincideva con l’inizio del tuo ciclo mestruale, la fine annunciata del nostro bambino. Non l’ho mai saputo. Sono tornato a casa, attonito, a guardare cosa dicono su yahoo! answers dei tumori ai polmoni. Il pronto soccorso più vicino è accanto all’ufficio, da dove ero partito. Torno indietro. Dentro il taxi (ero troppo spaventato per camminare, mi aggrappavo ai pali, guardavo il cielo) estinguo il tempo per la 1ª volta. Il freddo mi attraversa completo, la lama lenta degli 86ºF all’ombra, dell’umido, dell’aria che piange. A ogni respiro un sovracuto, un raschio sussultato dai bronchi a sfiorare gli armonici della camera d’eco. Questo tremito cocleare. Anaerobico. Nucleare.

Sentivo 1 taglio in mezzo ai polmoni, non facile da spiegare ai medici di turno. Non facile dire che è la 1ª volta. Proprio il fiato che dovrebbe servirmi a dire, proprio il canale di emissione della 1ª parola che riguarda direttamente la mia morte – l’inabissarsi nero del caldo del colore del cane nero che mi, inseguirà, che viene –, precisamente questo mi spinge a mancare adesso. Mi fanno sedere, estinguo il tempo per la 2ª volta. Passavano i feriti da arma da fuoco, i vecchi smarriti, il bambino coperto di sangue dalla testa ai piedi, passava la scena di tortura nell’episodio di 24 sullo schermo al plasma appeso al muro, passa ed è 1 lama, passa ed è 1 lama, passa ed è 1 lama il pensiero che non posso chiamarti, che so che non sai, che non sai che so. Che non so dove sono. Che so dove sei. Si spacca il tempo, le pareti si allargano, hanno chiuso, è vuoto, è bianco. La parete, così, traspare. Fisso l’ambulanza parcheggiata fuori. Esco a fumare.

(continua)

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13 Risposte a 4 studi senza crudeltà, senza numero, senza calore

  1. Raffaella Musicò ha detto:

    Folgorante. Sono senza fiato anche io. Dato che sotto c’è scritto “continua”, continua!

  2. carmelo ha detto:

    oltre a gustare il tuo racconto in forma di diario, ho imparato una nuova parola

    una curiosità: da quale lingua traduci?

    L’impianto cocleare è un dispositivo che consente di sentire ad adulti e bambini affetti da sordità profonde. Esso fornisce degli impulsi elettrici direttamente alle fibre del nervo acustico bypassando le cellule dell’orecchio interno (cellule ciliate) danneggiate. Gli impulsi una volta raggiunto il cervello vengono interpretati come suoni. Non si tratta quindi di un apparecchio acustico che amplifica solamente i suoni.
    L’impianto cocleare è costituito da una parte interna costituita dal ricevitore/ stimolatore con il filo porta elettrodi (array) (fig. 1) ed una parte esterna costituita dall’elaboratore del linguaggio e la bobina (fig. 2a-2b).
    http://www.gruppootologico.it/new/cocleare01.asp

  3. domenico ha detto:

    Vuote chiacchiere ovvero pura masturbazione.

  4. fabio teti ha detto:

    “canini”. 😉

  5. carmelo ha detto:

    @domenico
    se tanto ti attrae l’attività onanistica altrui direi che sei un guardone! prova a dare il tuo contributo per sollevare il tono !

  6. domenico ha detto:

    @carmelo

    contribuire alla stupidità e all’idiozia: perché mai?
    meglio guardoni che segaioli falliti!

  7. andrea raos ha detto:

    State calmi, su.

    Domenico, la scena della masturbazione fallita arriva più avanti. Non mi rovini i colpi di scena, per favore.

  8. Luigi B. ha detto:

    E nonostante tutto c’è ancora chi rompe le palle con la dicotomia prosa/poesia. Ma cosa si può fare se c’è chi ancora confonde il ritmo del dis-corso, la parola-come-suono con il rantolo di un momento autoerotico?

    Luigi B.

    P.S.: ma “l’inabissarsi nero del caldo del colore del cane nero che mi, inseguirà, che viene” – quelle due virgole che racchiudono inseguirà sono un refuso o è un inciso voluto che non ho capito?

  9. carmelo ha detto:

    @andrea raos
    forse ho romulato male la domanda e me ne scuso. Nel tuo profilo si dice che sei traduttore. Ero curioso di sapere da quale lingua

    • andrea raos ha detto:

      scusa tu, la domanda mi era sfuggita.
      le mie lingue sono giapponese, italiano, francese, inglese. nel corso degli anni, in varie situazioni, ho tradotto da e in queste lingue. con l’eccezione di traduzioni in giapponese, credo di avere eaurito tutte le combinazioni.
      grazie per l’interesse.

  10. carmelo ha detto:

    mi incuriosisce degli scrittori sapere se conoscopno lingue straniere e se traducono. Lo considero un prerequisito minimo, neccesario anche se non sufficiente.
    In un’intervista javier Marias ha detto:
    Non credo nelle scuole di scrittura: penso che si possa insegnare come non bisogna scrivere, ma che sia difficile spiegare come si dovrebbe farlo. Tuttavia, se mai dovessi dirigerne una, richiederei come pre-requisito agli aspiranti corsisti la conoscenza di una o più lingue straniere e li farei tradurre. ”Riscrivere” e ”ricreare” un grande libro (perché per me questo è il compito del traduttore), è il modo migliore per imparare a farne altri».

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