Soggetti politici e/o soggetti economici: l’esodo verso la Rete del lavoratore intellettuale non garantito

[Proponiamo un articolo postato sul sito Precariementi, lunedì, 26 luglio 2010]

Claudia Boscolo

In un articolo apparso sul n° 1 di Alfabeta2 (luglio-agosto 2010) e in seguito riproposto sul lit-blog Nazione Indiana, Andrea Inglese tratta alcuni temi che sono di interesse anche ai lettori di PrecarieMenti.
La prima questione posta dall’autore riguarda i criteri secondo i quali sia valutabile in termini di qualità il contributo effettivo del lavoratore intellettuale all’interno di una società in cui il declino dell’istituzione che tradizionalmente ne legittimava il lavoro non è più in grado di garantirne il ruolo e la giusta retribuzione. Inglese rivolge il proprio discorso all’università, ma in questa sede si può allargarlo e includere la scuola fra le sedi che legittimano il lavoro dell’intellettuale e fra i canali preposti a diffondere la conoscenza, visto che se il problema è il ruolo dell’intellettuale in Italia oggi, in Italia la docenza universitaria in moltissimi e illustrissimi casi storicamente giunge dopo un lungo apprendistato nei licei Leggi tutto “Soggetti politici e/o soggetti economici: l’esodo verso la Rete del lavoratore intellettuale non garantito”

Apologhi e apolidi – parte IV: Nazioni cosmiche, nazionalismi cosmetici.

Alessandro Raveggi

Questa riflessione è la quarta e ultima della serie “Apologhi e apolidi”, che può essere letta qui.

Per una lettura più agile e “tradizionale”, l’intera serie può essere stampata o scaricata qui, in formato pdf.

In Messico, da circa un anno e mezzo, e senza tregua, stanno sbandierando una ricorrenza apparentemente molto importante per il paese: il Bicentenario, ovvero i 100 anni dalla Rivoluzione messicana del 1910, e i duecento dall’Indipendenza del 1810. La festa nazionale, che si terrà in pompa magna a metà settembre del 2010, oltre a rappresentare uno sfoggio di belletto retorico non indifferente, ad ogni figura retorica, utilizzata per magnificare le sorti e i risultati degli eroi patrii (fino alla macabra riesumazione poco metaforica dei loro corpi, per un paradossale controllo pubblico di veridicità de los héroes), associa un consumo di risorse che, se possono favorire il turismo e la cultura, sebbene in forma di show temporaneo, allo stesso tempo sottraggono evidentemente risorse alla ristrutturazione dell’economia del Paese, alla sua educazione pubblica, alla lotta capillare e non militarizzata della criminalità. Alle infrastrutture necessarie per fare, del Messico, non solamente il paese della Revolución e del cura Hidalgo, tanto celebrati – visto che per quello bastava il cinema con le sue cartucciere, baffoni e sombrero – ma anche una nazione matura, al passo con il sistema internazionale delle Nazioni (sia detto al di là e contro il sistema unilaterale rappresentato dalla Nato). Leggi tutto “Apologhi e apolidi – parte IV: Nazioni cosmiche, nazionalismi cosmetici.”